martedì 8 marzo 2011

Cosa attendersi dal seguito di BLADE RUNNER? La parola ai produttori.

Tratto da: Io9, traduzione dall'originale a mia cura.
 
È noto che vi sarà un sequel o un prequel di Blade Runner. Il Blog Io9 ha posto le domande più scottanti ai produttori, Andrew Kosove, Broderick Johnson e Bud Yorkin. Scopriamo quindi se si tratterà di Blade Runner 2 o di Blade Runner: le origini.

Si tratterà di un prequel o di un sequel?
Kosove: Ancora non siamo in grado di dirlo. Quando lo sapremo, lo renderemo pubblico. È troppo presto per rispondere. Quel che possiamo dire è che è stato attivato un processo attraverso il quale ascolteremo diverse idee di autori e possibili registi, che insieme agli autori le presenteranno. Attualmente siamo aperti tanto a un prequel quanto a un possibile sequel.

Per quale ragione avete acquistato i diritti di Blade Runner?
Johnson: è uno dei nostri film preferiti, e abbiamo pensato che l’universo creato nel film è pieno di idee e potenzialità. Siamo intellettualmente affascinati, e pronti ad esplorare i temi evocati dal film e tutto il pensiero retrostante. In fin dei conti è questa la ricetta di un bel film. Insieme ai personaggi. Esplorare tutto ciò è la grande opportunità di una vita.

Che tipo di storia pensate che Blade Runner abbia intrapreso e che possa essere proseguita ulteriormente?
Kosove: è una domanda molto interessante. Penso che dal nostro punto di vista ciò che ci ha indotti a muoverci adesso è il fatto che stiamo vivendo (e penso che siamo molto fortunati in tal senso) una sorta di era della rivoluzione industriale della tecnologia. Il cambiamento in corso è rapidissimo. Di conseguenza, e a causa del fatto che Philip K. Dick è stato molto acuto nell’immaginare un mondo che, sebbene oggi non esista, è in veloce avvicinamento, c’è tutto il potenziale per pensare a come sarà il mondo nel nostro immediato futuro. O almeno per riflettere su come potrà essere dopo Blade Runner, dal momento che oggi vi sono nuovi elementi che fanno parte del nostro modo di essere, che sono diventati parte della nostra coscienza, che non era possibile prevedere molti anni fa. Due settimane fa, mi trovavo all’aeroporto di Dallas, dove ho visto un robot che andava in giro per tutto il terminal a fare le pulizie, e che parlava con le persone, in modo addirittura fluido. È stato straordinario, e in quel momento ho appreso che eravamo in procinto di intraprendere il progetto di continuazione di Blade Runner, e ho pensato a quanto in fretta il mondo stia progredendo, a quanto fossero realistiche le idee di Philip K. Dick, e a quanto materiale sia oggi disponibile per svilupparne un progetto, che sia un prequel o un sequel.

È interessante che menzioniate il mondo prima o dopo Blade Runner. Il film era ambientato infatti nel 2019, che non è poi così lontano. Avete pensato a come gestire la questione delle date?
Kosove: è una questione da affrontare in relazione alla decisione di fare un prequel o un sequel; se si tratterà di prequel, la scena dovrà svolgersi nell’immediato futuro. Quindi la mia risposta è che il nostro immediato futuro potrebbe in effetti apparire molto diverso da quello attuale. Proprio come quello attuale è profondamente differente da quello di otto anni fa. Non ritengo che un prequel sia da escludere, ma allo stesso tempo siamo interessati alla possibilità di un sequel. Negli ultimi anni la Alcon si è sempre basata sulla qualità dei registi con cui abbiamo avuto il privilegio di lavorare, sull’apertura alle nuove idee e la creazione di un ambiente libero. Siamo interessati ad ascoltare idee, e solo in seguito decideremo in quale direzione procedere. 

Certo, la nostra è solo una chiacchierata informale per capire l’umore del momento. Possiamo almeno sapere se vi piacerebbe che venisse spiegata la vicenda della ribellione dei replicanti che apre la narrazione di Blade Runner? La spiegazione del motivo per cui sono diventati illegali. 
Kosove: sarebbe una direzione eccellente e affascinante. Posso dire questo: il Pentagono sta esplorando ogni possibile maniera di svolgere combattimenti senza la necessità di utilizzare esseri umani. Lo si vede bene con l’uso dei droni. La logica conseguenza di tutto ciò è esattamente il mondo immaginato da Philip K. Dick, nel quale si sta raggiungendo la situazione in cui ad esseri non umani sono affidate responsabilità alle quali gli esseri umani preferiscono abdicare. Ma cosa accadrebbe se vi fosse dell’umanità anche in queste “persone”? L’idea che suggerisci sarebbe quindi un ottimo modo di aprire un nuovo film. È per questo che abbiamo bisogno di un approccio a mente completamente libera.

C’è davvero molto materiale anche solo nelle citazioni casuali relative all’apparizione dei vari replicanti, come “oh, lei è un modello per il piacere, lui è un androide da combattimento.” Insomma, sono spunti aperti.
Bud Yorkin: avremo i Replicanti, ovviamente. È una parte importante del progetto di partenza. Sicuramente ci saranno i Replicanti. A tale proposito, i Replicanti possono essere di molti tipi, e possono essere coinvolti in molte maniere in cui l’uomo vive e lavora. Insomma, saranno diversi in qualcosa. E certamente, hai ragione, saranno parte integrante dell’ambiente che costruiremo.
Kosove: penso che questo sia un aspetto unico in Blade Runner, e che assolutamente debba essere riaffrontato in questo periodo della storia dell’umanità. È qualcosa che investe il significato stesso dell’identità dell’essere umano. Cosa significa essere umani, avere empatia, avere sentimenti? Questo concetto essenziale, alla luce della tradizione di Blade Runner, che ne ha fatto addirittura un’icona, per noi si traduce nell’irresistibile sfida intellettuale di immaginare un capitolo di Blade Runner immediatamente precedente la storia o in alternativa ad essa successivo. Ed è per questo che siamo scesi nell’arena e siamo felici di lavorare a questa opportunità con la Alcon e Bud [Yorkin].

Avete interpellato Ridley Scott?
Kosove: la risposta molto sintetica a questa domanda è la seguente. Non riveleremo se abbiamo interpellato Ridley Scott o meno, ma possiamo affermare che l’approvazione da parte di Ridley Scott del nostro progetto è molto importante per la Alcon. È importante per Bud [Yorkin], e di certo noi tutti nutriamo il massimo rispetto per lui come regista. È uno dei più grandi registi viventi ed è uno dei più grandi registi di tutti i tempi. Perciò è ovvio che per noi sia così importante.

Quando è stata diffusa la notizia, il pubblico si è diviso in due fazioni. Alcuni pensano che sia una buona notizia, perché oggi c’è la tecnologia per rendere tutto ciò straordinario, mentre molti altri sono preoccupati che Hollywood possa corrompere l’eredità di Blade Runner. Vi sentite di dire qualcosa in risposta ai loro dubbi?
Kosove: apprezzerei molto se si facesse chiarezza su questo: Alcon non è proprietà della Warner Bros. Nulla di tutto questo è sostenuto da WB. Siamo un’azienda di produzione e finanziaria completamente indipendente. La nostra relazione con la Warner, che è molto salda, nacque nei primi anni di vita della nostra azienda. Loro distribuiscono tutti i nostri film. Prima di tutto, siamo noi a sostenere interamente i costi, e inoltre, per rispondere, forse in parte, ai dubbi dei fan di Blade Runner, va detto che la cosa potrebbe decollare, oppure no. È possibile che faremo il film, ma non escludiamo che ciò possa non avvenire mai. Ma quello che posso darvi per certo oggi è che la nostra maniera di procedere non sarà quella di raccogliere un gruppo di quindici manager intorno a un tavolo per gestire il processo creativo. Io e Broderick incontreremo autori e registi e cercheremo di pensare alla direzione da intraprendere e al tipo di storia che ci ispiri fiducia. A quel punto, garantiremo autonomia artistica a chi lavorerà, per farne un gran bel film. Penso che indipendentemente dal successo che abbiamo avuto con Alcon (pensate alla collaborazione con Chris Nolan su Insomnia, o il lavoro fatto con i fratelli Hughes per Codice Genesi o con Jonathan Hancock per Blind Side), la filosofia del credere nel lavoro del regista, dandogli solo delle linee generali e lasciando che svolga il suo lavoro, ci abbia molto ben ripagati. E questo è il modo in cui procederemo anche stavolta. Non ho un modo migliore di questo per rispondere alla domanda.

Avete in mente un autore o un regista con il quale, idealmente, iniziereste il lavoro domani stesso?
Kosove: idealmente? Sì, il nostro amico Chris Nolan con cui abbiamo realizzato Insomnia.

Buono a sapersi. Questo vuol dire che intendete perseguire il crudo realismo proprio del film originale.
Kosove: sinceramente, non si tratterà di un remake di Blade Runner. Non abbiamo acquistato i diritti legali per il remake, né siamo interessati a procedere in questa direzione, vogliamo semplicemente fare un prequel o un sequel. Però, di certo lo stile che Chris Nolan ha utilizzato per Batman è esattamente ciò a cui aspiriamo, chiunque sarà il regista, sia che Ridley Scott voglia unirsi a noi, sia che si tratti di un altro. È esattamente questo il tipo di film che abbiamo in mente per Blade Runner.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

credo che christopher nolan sia il regista più adatto, per giunta ha la stessa eta che aveva ridley ai tempi di blade runner. tutto bene se si pensa di spendere $ 160 milioni. un sequel sicuramente è più difficile , mentre quello che è successo prima è noto a tutti perciò più semplice da descrivere....ma io tenterei con il sequel

Francesco Troccoli ha detto...

concordo, anonimo! :) e benvenuto